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mercoledì 13 luglio 2011

Recensione: Mawaru Penguindrum - 01 - The Bell of Fate Rings

Dopo quasi dodici anni di assenza dalle scene dell'animazione, ecco che rispunta il nome di Kunihiko Ikuhara, ovvero colui che ha creato uno degli anime più psichedelici  che abbia visto: Shoujo Kakumei Utena - La Rivoluzione di Utena (oltre che aver diretto la terza stagione di Sailor Moon, che diciamocelo, era la migliore).

In questo primo episodio si viene introdotti in una storia che sembra assolutamente canonica: due fratelli Shouma e Kanba e la loro sorellina Himari, di salute cagionevole e gravemente malata, vivono da soli poiché i genitori sono morti e cercano di ritrovare la felicità di un tempo nelle piccole cose di ogni giorno, come ad esempio il fare colazione tutti assieme. Per festeggiare la sorella, viene indetto l'Himary Day e  i tre fratelli decidono di andare all'acquario tutti assieme. Qui Himari collassa e muore poco dopo in ospedale. Tutto sembra ormai perduto, se non che Himari resuscita di punto in bianco e guarisce miracolosamente dalla sua malattia. Si scoprirà che a compiere il miracolo sono stati tre pinguini che vogliono mettere in atto, attraverso i tre fratelli, un misterioso piano per la sopravvivenza.

Kunihiko Ikuhara è tornato i grande stile e lo si vede eccome! Già prima della sigla di apertura, ma anche più avanti nella storia, assistiamo a dialoghi che vertono sul senso del destino e sul significato dell'esistenza di Dio, temi che sono molto cari al Ikuhara e che ha già analizzato più volte nelle sue opere. Per concludere alla fine ci viene regalato un bacio tra fratello e sorella molto incestuoso che ci porta all'altro tema caro a Ikuhara: l'incesto, appunto.

Nota: particolare è anche la realizzazione tecnica che vede molti stacchi su mappe,  percorsi, cartelli della metropolitana, come se si volesse richiamare il tema delle strade e delle automobili di Utena.

A questo episodio do 4 e mezzo, perché per ora è uno degli anime che promettono di più di questa stagione.

venerdì 8 luglio 2011

Favorite quotes #01: Code Geass

- C.C.: Volere la morte è la provvidenza di questo mondo. In fin dei conti, la vita è un limite.
- Lelouch: Non è vero, la vita esiste perché siamo vivi.
- C.C.: E' la stessa cosa, le persone sono coscienti della vita perché esiste la morte.
- Lelouch: Questi discorsi sono giochi di parole!
- C.C.: Forse. Ma le persone muoiono.
- Lelouch: Allora, secondo te, il significato della nostra esistenza...
- C.C.: Dovresti saperlo, non è altro che un'inutile illusione.
- Lelouch: Una vita che esiste solo per finire?
- C.C.: Il persistente non morire non è certo vita. Diciamo che è un accumulo di esperienze.
~ Code Geass R2 - Episodio 15

lunedì 27 giugno 2011

Recensione: Puella Magi Madoka Magica (2011)

Puella Magi Madoka Magica (Mahou Shoujo ★ Madoka Magika) - Akiyuki Shinbo (2011)

Madoka e la sua migliore amica Sayaka sono due studentesse delle medie e un giorno vengono avvicinate da uno strano essere di nome Kyubey che propone loro di esaudire un desiderio e in cambio loro devono diventare delle ragazze magiche e combattere le streghe per il resto della vita. Homura, una ragazza magica, vuole impedire loro di stipulare il contratto perché non è lo strano essere non avrebbe detto tutta ciò che questo dovrebbe comportare, nel bene e nel male.

La scelte si fanno per veder realizzati i nostri desideri più grandi, e queste scelte richiedono dei sacrifici che costano fatica ed energia, ma questo è secondario finché c’è la speranza. Quando però la speranza viene meno e le scelte fatte un tempo appaiono sbagliate, il gioco vale ancora la candela?

In Puella Magi Madoka Magica, il mondo viene visto come pervaso da sofferenza, disperazione e sogni infranti. Qui il bene non vince sempre e la ragazze magiche non combattono per la salvezza del mondo dal male assoluto. Infatti a ben vedere, i concetti di bene e male sono molto sfumati e dipendono dai punti di vista: il genere umano col proprio alternare emozioni positive a emozioni negative e pagando con la vita, può contribuire ad evitare la morte termica dell’universo, ma questo è negativo solamente a seconda del punto di vista dal quale lo si vuole guardare. Se si è una giovane ragazzina delle medie che è costretta a sacrificarsi a sua insaputa è certamente un male, un inganno, ma se si è una creatura di un altro mondo che non ha alcuna empatia con gli umani e che ha come scopo solamente salvare l’universo, la cosa è vista più positivamente. 

Il mondo non è un posto sempre pieno di gioia di vivere, ma è destinato a soffrire a causa proprio della natura emotiva dei suoi abitanti e non può  essere salvato. Il destino che ci aspetta, il nostro futuro non possiamo cambiarlo, neanche avendo poteri magici per tornare indietro a correggere i nostri errori. Il bene e il male non ci sono nella forma che ci hanno sempre insegnato, ci sono solo contratti da rispettare, decisioni prese e da prendere che possono rivelarsi sbagliate e portare a conseguenze nefaste. Questo è quello che viene ribadito in ogni puntata, e non è che metta proprio allegria.

Questo anime così fuori canone e così triste ha un impianto tecnico notevole, soprattutto per quanto riguarda le ambientazioni che vanno da spazi aperti e ampi e pieni di vetrate trasparenti da cui si vede un paesaggio limpido e sereno, a spazi angusti, scuri, cupi, quasi burtoniani, rappresentati come disegni di un bambino poco dotato, che lasciano trasparire inquietudine e sogni infranti. Lo stesso vale per i nemici, le streghe, sono raffigurate come un qualcosa di indefinito, che cambia costantemente forma, come d'altronde lo è il male stesso.

Il riferimenti al Faust di Goethe sono moltissimi, basti pensare alle scritte sui muri che rimandano a interi passi dell’opera. La citazione però più evidente la si trova nel personaggio di Kyubey che agisce come un moderno Mefisofele, offrendo a deboli ragazze una speranza in cambio della loro anima per l’eternità. Le stesse caratterizzazioni delle ragazze magiche fanno riferimento ai vari aspetti del carattere di Faust.

A voler ben guardare, c’è anche un richiamo lontanissimo alla struttura classica della fiaba, ovvero principe-strega-principessa: le streghe che combattono le maghette ricoprono, ovviamente la parte della strega, che si nutre delle emozioni negative delle persone e le spinge a compiere atti estremi con la manipolazione; Kyubey stesso poi  è una sorta di strega, che cerca di convincere in tutti i modi deboli ragazzine a sottoscrivere un contratto con lui in cambio di un’apparente felicità; le ragazze magiche sono dei principi quando combattono le streghe ma sono anche delle principesse da salvare sotto l’effetto di un incantesimo.

Promosso a pieni voti, è in arrivo per Dynit.





venerdì 18 febbraio 2011

Recensione: Ga-Rei: Zero (2008)

Ga-Rei: Zero (Ga-Rei -Zero-) - Ei Aoki (2008)

Ga-Rei: Zero è il prequel del manga Ga-Rei disegnato da Hajime Segawa ed è stata la serie anime migliore del 2008, a mio modesto parere.

L'Agenzia per la Prevenzione di Disastri Sovrannaturali è una sezione del Ministero della Difesa giapponese, che ha lo scopo di prevenire gli attacchi paranormali e provocati da entità sovrannaturali. Per questo ente lavorano sia Kagura Tsuchimiya che Yomi Isayama, entrambe discendenti di potenti famiglie di esorcisti, che si ritroveranno a vivere assieme e a crescere come sorelle, o qualcosa di più. Si racconta quindi di come Yomi venga in possesso del demone-bestia Ranguren e Kagura di Byakuei, e di come poi le due diventino nemiche giurate l'una dell'altra.

Questa breve serie di 12 episodi, realizzati dallo studio AIC Spirits con un livello di animazione molto buono, mostra come anche le persone dal cuore più puro possano ritrovarsi in una condizione di forte disperazione, in seguito a eventi per i quali loro non hanno alcuna colpa. Proprio in queste situazioni, un'anima forte e coraggiosa può diventare essa stessa una sorta di demone votato alla sofferenza altrui.

I primi episodi forse potranno sembrare un po' lenti, ma nella seconda metà della serie la trama decolla e diventa sempre più avvincente, inchiodandoti allo schermo in una sempre maggiore ondata di scontri, violenze e sangue. In conclusione, molto consigliato. Anche a chi non ha letto (e non ha intenzione di leggere) il manga.






venerdì 14 gennaio 2011

Code Geass: Lelouch of the Rebellion (2007-2008)

Code Geass: Lelouch of the Rebellion (Kōdo Giasu: Hangyaku no Rurūshu) - Gorō Taniguchi (2007-2008)

Impero britannico, aristocrazia, mecha, chara deisign firmato CLAMP, Gorō "Infinite Ryvius" Taniguchi, Sunrise, misticismo nordico. Dopo aver letto queste parole dovreste già essere corsi tutti bagnati a procurarvi la serie.

Se invece siete ancora qui vuol dire che siete dei diffidenti senza precedenti, ma vi voglio bene lo stesso e per questo sarò breve e non vi porterò via molto tempo.

Il Sacro Impero di Britannia dichiara guerra al Giappone e infine lo sottomette e lo rinomina Area 11. Per la prima volta in un conflitto vengono usati i Knightmare Frame: delle armature meccaniche potentissime e queste sono la causa principale della debacle giapponese. Qui entra in scena il nostro protagonista Lelouch di Britannia, principe decaduto e rinnegato dell'Impero, che ha ottenuto il "potere del comando assoluto", il Code Geass, da una ragazza misteriosa. Con questo potere cerca di rovesciare l'Impero e sconfiggere l'Imperatore stesso per liberare l'Area 11 e ripristinare il Giappone ante guerra. Tutto ciò con una buona dose di violenza, guerra, organizzazioni ribelli e mecha.

Il punto di forza di questa serie è senza dubbio la sboronaggine dei protagonisti. Inutile girarci tanto intorno e cercare di un messaggio filosofico, è la sboronaggine. Si trova ovunque: disegni, dialoghi, azioni militari, combattimenti coi Frame, musiche. Tutto trasuda sboronaggine e a noi va benissimo così! Un ruolo molto importante lo rivestono anche i Knightmare Frame con i loro fucili da chilo e le loro customizzazioni a seconda del pilota. Poi abbiamo anche una buona dose di fan service (leggi: tette tette tette!), che non guasta mai. Direi che il piccolo otaku che c'è in ognuno di noi può gridare di gioia.

La serie si compone in tutto di 52 episodi, che sono stati divisi in due blocchi da 26 episodi l'uno. Come vuole la moda attuale.

Note interessanti:
  • Si fa molto riferimento al ciclo bretone: i Knights of the Round (traducibile come Cavalieri della Tavola Rotonda) hanno i Knightmare che prendono i nomi dei cavalieri di Artù (Lancelot, Tristan, Mordred, Percival, Galahad, Gawain, Sigfried). La nave ammiraglia di Schneizel è chiamata Avalon.
  • Il collegamento che vuole attivare l'imperatore si chiama Ragnarok e l'arma tipo nucleare si chiama FLEIJA. Sono chiari riferimenti ai miti norreni.
  • Il Sacro Impero di Britannia, al contrari di quello che si possa pensare, non c'entra nulla con la Gran Bretagna. Comprende infatti le due Americhe, il Giappone, l'Indonesia, lOceania e parte dell'Africa.





giovedì 13 gennaio 2011

Recensione: Noein - to your other self (2005)

Noein - to your other self (Noein - mō hitori no kimi e) - Kazuki Akane (2005)


Noein è l'ultima creatura di Kazuki Akane, che tutti noi ricordiamo e amiamo per aver concepito Escaflowne nel lontanissimo 1996. Questa serie anime è stata una delle prime produzioni dello studio Statelight, che poi svilupperà cose come Hellsing Ultimate e Macross Frontier, per la gioia di ogni otaku.

Andando subito al sodo, vi dico che questa serie è una figata pazzesca. Fidatevi.

Spiegare di cosa parla Noein in poche righe non è facile, ma ci proverò. In uno dei molti futuri possibili è scoppiata una guerra tra la dimensione di La'cryma e quella di Shangri-La. Quest'ultima sta inglobando in sé le varie linee temporali perché vuole annullare tutti gli universi creandone uno unico. L'unica speranza che hanno gli abitanti di La'cryma è quello di viaggiare attraverso lo spazio tempo per trovare la Catena del Drago, unica speranza per non venire annichiliti e inglobati in Shangri-La, che troveranno nel nostro tempo.

Come in ogni serie che si rispetti i personaggi hanno uno sviluppo molto complesso nell'arco dei 24 episodi. Troviamo Haruka, la Catena del Drago, che è desiderata in modo diverso in ognuna delle tre dimensioni in cui si svolge la storia. Nella nostra dimensione è desiderata da Yu, il suo migliore amico e studente modello, in quanto è vista come una sorta di "via di fuga" dal grigiore della sua vita. In La'cryma è desiderata perché l'unica salvezza di quella linea spazio-temporale. In Shangri-La è desiderata perché rappresenta un passato ormai perduto e distante. Affianco ad Haruka, troviamo Yu, che è presente in tutte e tre le dimensioni in tre forme diverse. Nel nostro tempo è Yu, studente modello, con una madre iper-protettiva alla quale cerca disperatamente di "ribellarsi". In La'cryma Yu è Karasu, uno dei Cavalieri del Drago alla ricerca della Catena vagando nello spazio-tempo. In Shangri-La invece Yu è Noein, causa scatenante di tutte le vicende. Fanno da contorno tutti gli altri personaggi, che hanno lo stesso un ruolo chiave nelle vicende, nonostante siano in secondo piano.

Completa il quadro la colonna sonora, semplicemente perfetta, scritta da Hikaru Nanase.

Quel genio di Kazuki Akane è riuscito a mescolare assieme concetti di meccanica quantistica, la teoria dei molti mondi di Everett, il paradosso del gatto di Schrödinger, citazioni di Albert Einstein e fantasy. Tutto questo va ad amalgamarsi alla trama non semplicissima, ai disegni che uniscono tecniche il tratto moderno e quello più tradizionale ombreggiato a china e alle ambientazioni che spaziano dal comune, al post-apocalittico, allo steam-punk. Ne esce quindi una serie fuori dai "canoni standard" e probabilmente non per tutti i gusti. Ma da queste parti il main-stream è guardado con molta diffidenza.

Tutti i 24 episodi della serie sono stati pubblicati da Dynit e vi consiglio di procurarveli in un modo o nell'altro.

Note interssanti:
  • La parola noein vuol dire scuotere (in copto) e osservare, pensare (in greco).
  • Sono presenti numerose automobili italiane come le Lancia.
  • Tutti i Cavalieri del Drago portano il nome di un uccello in lingua giapponese: karasu (corvo), fukurō (civetta), atori (fringuello), kosagi (garzetta), isuka (crociere), kuina (gallinella).